Sui problemi con la connessione Wifi Unina e soluzione con Proxy

I problemi con la connessione WiFi della Federico II di Napoli non finiscono mai!

Tutto è iniziato al ritorno dalle vacanze, quando ho provato a collegarmi senza successo sia da cellulare che da computer. Dopo tre giorni di insuccessi ho contattato il CSI per sapere se ci fossero problemi o cambiamenti nella configurazione della connessione e loro, molto professionalmente, non mi hanno neanche lontanamente cagato.
Fortunatamente un collega mi ha suggerito di rieffettuare l’attivazione del wifi dalla mia pagina personale Unina, e dopo poco tempo sono finalmente riuscito a collegarmi.
Chi ha quindi questo tipo di problema e non riesce a collegarsi alla rete wifi, deve rifare l’attivazione del wifi da questa pagina, cliccando su “Attiva Wifi” (sì, come quando vi siete connessi la prima volta).

Da un paio di giorni, invece, il problema è diverso. Chi ha provato a collegarsi da Agnano (e chissà da quali altre sedi) avrà senz’altro notato che è possibile collegarsi alla rete, ma non è possibile accedere ad internet. Facendo un po’ di prove mi sono reso conto che è in realtà possibile accedere soltanto al sito Unina.it e ai suoi sottodomini.
A questo punto mi è venuta un’idea!
Forse non tutti sanno che l’università mette a disposizione un proxy, ossia uno strumento per collegarsi da casa ad internet tramite la connessione dell’università, per poter accedere a dei servizi che richiedono un indirizzo ip della Federico II. Perché allora non provare ad usare questo proxy stesso dall’università, dato che il problema è proprio l’accesso ad internet?
Ho settato il cellulare con le impostazioni di questo proxy ed ero nuovamente online :D

Per poter navigare dal vostro dispositivo, i dati del proxy sono:
Indirizzo: http://proxy.unina.it
Porta: 3128
Nome utente: la vostra e-mail istituzionale
Password: la password dell’e-mail

Questi dati vanno inseriti nel browser del dispositivo da cui vi collegate. Ad esempio per:
Firefox da computer:
Modifica -> Preferenze -> Avanzate (scheda) -> Rete (tab) -> Impostazioni (Connessione) -> Configurazione manuale dei proxy.

Per cellulari Symbian:
Impostazioni -> Connessione -> Punti di accesso -> Wifi Unina -> Impostaz. di prot. WLAN -> Opzioni -> Impostazioni avanzate. Impostate quindi come indirizzo del proxy http://proxy.unina.it e non quello dell’immagine!)

Per N900 (Maemo):
Impostazioni -> Impostazioni di rete -> Connessioni -> Modifica -> Avanti … -> Avanzate

Purtroppo la navigazione con proxy ha alcuni svantaggi, infatti il proxy non supporta tutti i protocolli, quindi la semplice visione di pagine web e il download di file sono assicurati, ma l’utilizzo di programmi come Messenger, Skype e Torrent potrebbe non avere successo.

Per ulteriori informazioni sul proxy Unina, vi rimando al link ufficiale: http://www.sirelib.unina.it/proxy.html
Buona navigazione ;)

Aggiornamento 16/10/2011

È disponibile un sito web interno al dominio unina.it (e quindi accessibile anche in caso di guasto alla rete) che monitora il funzionamento della rete WiFi Unina. Ecco l’indirizzo:
http://wifed.scope.unina.it/

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Come accedere facilmente a The Pirate Bay dall’Italia

Ormai è da quasi due anni che il noto motore di ricerca dei torrent The Pirate Bay non risulta accessibile dall’Italia. I maggiori ISP ne hanno infatti bloccato l’accesso, come è stato spiegato nel blog di The Pirate Bay.

Vorrei precisare che scaricare materiale non protetto da copyright tramite torrent, P2P e altri sistemi di file sharing NON COSTITUISCE REATO.

Per accedere a The Pirate Bay sono possibili diverse soluzioni, quella che propongo in questo articolo è quella di accedervi tramite il servizio offerto da Anonymouse:

http://anonymouse.org/cgi-bin/anon-www_de.cgi/http://thepiratebay.org/

Anonymouse è un servizio che permette di navigare in internet senza lasciare alcuna traccia delle nostre informazioni personali. Quando vi collegate a The Pirate Bay non siete voi realmente che effettuate l’accesso, ma è Anonymouse che lo fa per voi, restituendovi il contenuto della pagina.
La navigazione tramite Anonymouse può risultare più lenta della navigazione diretta, ma nel caso di download di piccoli file, come sono i .torrent, non è certo un problema.

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Lettere accentate maiuscole con Caps Lock attivo su Windows

Per qualche strano ed arcano motivo, se si attiva il Caps Lock sulle tastiere di Windows le lettere accentate restano minuscole. Quindi se provate a scrivere “cioè” in maiuscolo, ottenete un orripilante “CIOè”. Per scrivere correttamente “CIOÈ” bisogna aprire la mappa caratteri, cercare  la lettera “È” nell’elenco e incollarla nel testo.
In alternativa, se si conosce il codice ASCII della lettera “È”, basta premere ALT+212, ma è comunque una scocciatura.

Tramite un’applicazione della Microsoft, Keyboard Layout Creator, è possibile modificare il layout della tastiera per riempire tutti quei “buchi” a cui è soggetto il layout tradizionale, come ad esempio le accentate maiuscole. Vediamo come fare.

Scarichiamo e installiamo il software da questo indirizzo:
Keyboard Layout Creator
(Link alternativo)

Una volta aperto il programma, carichiamo il layout standard italiano da File -> Load Existing Keyboard… -> Italiano.
Cliccando sulle varie checkbox sulla sinistra possiamo vedere come varia il layout quando premiamo ctrl, alt, shift e le varie combinazioni. Clicchiamo su Show the Caps Lock e vediamo che le lettere accentate restano identiche a quando il Caps Lock è disattivato. Clicchiamo allora sulle lettere accentate e sostituiamole con le relative maiuscole, ossia: “À È Ì Ò Ù”.

Oltre a questa piccola modifica, possiamo personalizzare il layout della tastiera a nostro piacimento, aggiungendo simboli che utilizziamo spesso e che non sono presenti nel layout standard. Come potete vedere, infatti, i simboli associati al tasto AltGr sono appena cinque e abbiamo un’intera tastiera da poter personalizzare.

Una volta terminate le modifiche, per poter applicare il nuovo layout, dobbiamo compilarlo. Clicchiamo su Project -> Build DLL and Setup Package. Ci verrà chiesto di modificare il nome del layout se non lo abbiamo già fatto. Clicchiamo su e inseriamo un nome per il layout. Clicchiamo su Ok, poi su No alla richiesta di vedere il file di log e infine su alla richiesta di aprire la cartella in cui è stato creato il file di installazione.

All’interno della cartella che è stata creata, apriamo il file setup.exe e completiamo l’installazione. Una volta terminata il nuovo layout verrà installato sul nostro sistema e dovremo poi impostarlo come layout predefinito. Dal Pannello di Controllo apriamo la finestra di configurazione Paese e lingue, da cui selezioniamo la scheda Tastiere e lingue -> Cambia tastiere. Nella scheda Generale selezioniamo il nostro layout sotto la voce Lingua di input predefinita e infine clicchiamo su Ok.

A questo punto riavviamo il computer e la configurazione del nostro layout sarà finalmente completata.

Per i meno esperti che non vogliono scaricare il Keyboard Layout Creator per creare il proprio layout, possono scaricare l’installer già compilato da me di un layout con le sole maiuscole accentate modificate.
Download – Layout_Caps.zip

Una volta estratto ed installato dovete comunque impostarlo come layout predefinito per poterlo utilizzare.

Per chi fosse interessato ad un layout un po’ più complesso e personalizzato, potete utilizzare il seguente, che è molto pratico ed è stato realizzato da Davide:
Download – ITCustom.zip

Recuperare e riparare video MP4 interrotti o cancellati

Quando la registrazione di un video in formato MP4 viene bruscamente interrotta e il file non viene finalizzato, spesso il filmato diventa inutilizzabile. Nelle stesse condizioni ci si può ritrovare se si tenta di recuperare un filmato accidentalmente cancellato: la maggior parte dei dati è recuperata, ma mancando alcune informazioni fondamentali non è possibile riprodurre il video.

La prima cosa che si può tentare di fare è cercare di riprodurre il video con un programma un po’ più flessibile, come ad esempio VLC, per poi salvarlo in un nuovo file. La lista di programmi che è possibile utilizzare per provare a riprodurre il video è pressoché interminabile, ma dopo averne provati 4-5 le speranze calano e si perde fiducia.

Il metodo che intendo spiegare in questo articolo non è proprio semplicissimo, specie per chi non ha mai avuto a che fare con l’hex editing, ma cercherò di spiegare tutti i passaggi in modo quanto più dattagliato è possibile.

Premetto che non sono un esperto di editing video e la soluzione a cui sono giunto deriva da numerose ricerche su google e sui vari forum dedicati all’argomento. Inoltre in questa guida utilizzo software per Windows, ma il procedimento può essere seguito con software equivalenti su GNU/Linux.

Vediamo in breve quali sono le operazioni da effettuare per ripristinare un video:

  1. Recupero: qualora il video fosse stato cancellato, la prima cosa da fare è cercare di recuperarlo per poterlo riparare
  2. Riparazione: la riparazione che tenteremo di effettuare consisterà nel sostiture alcune righe del file danneggiato con quelle di un file funzionante dello stesso tipo
  3. Salvataggio: una volta riparato il file, ne salveremo una versione riproducibile in un nuovo file MP4

1. Recupero

Se il nostro problema deriva da una cancellazione accidentale (o non!) del video, la prima cosa da fare è tentare di recuperarlo. È importante notare che quando un file viene “cancellato” dal dispositivo, nella maggior parte dei casi non viene realmente eliminato dalla memoria, ma viene “nascosto” rendendo lo spazio da lui occupato disponibile per altri file. Se quindi dopo la cancellazione la memoria non è stata più utilizzata, le probabilità di ritrovare il file integro sono abbastanza elevate.

Il programma che ho utilizzato con Windows è WinHex, disponibile anche in versione free. Su GNU/Linux è disponibile una valida alternativa che è PhotoRec.
Da Strumenti -> Apri unità disco selezioniamo la nostra memoria nel gruppo Unità logiche. Se non dovesse aprirsi la finestra che permette di esplorare le cartelle, visualizziamola tramite Visualizza -> Mostra -> Esplora cartella. Tramite questa finestra possiamo accedere alla cartella contenente il file cancellato, che è possibile recuperare semplicemente tramite Click destro sul file -> Recupera/Copia. Se il file dovesse essere contrassegnato da un’icona con una X e dimensioni di pohi kB, il suo recupero potrebbe diventare molto più complicato. Lo stesso vale se questo non dovesse essere affatto presente nella lista di file. In questo caso WinHex mette a disposizione degli strumenti, accessibili tramite Strumenti -> Utilità disco sui quali però non mi soffermerò.

2. Riparazione

Veniamo ora alla parte più interessante di questa guida. In questa fase avremo bisogno di un editor esadecimale; potete utilizzare ancora WinHex se siete su Windows, oppure una qualsiasi alternativa come Shed per sistemi GNU/Linux.
Prima di dirvi come procedere è necessario capire innanzitutto come è strutturato un file MP4: una spiegazione dettagliata la potete trovare QUI; in breve esso è costituito da una serie di atom, che sono una specie di tag contenenti informazioni sui video. Ogni atom è costituito da 8 byte (caratteri): 4 byte per la sua dimensione (in giallo, nella foto) e altri 4 per il nome (in azzurro).

La riparazione che tenteremo di effettuare consiste nel copiare l’atom di nome esds da un filmato funzionante a quello danneggiato.
Apriamo con un editor esadecimale un filmato girato con lo stesso dispositivo del video danneggiato e cerchiamo la stringa esds. Dovrebbe essercene una sola, preceduta dall’atom mp4v e seguita dall’atom mdat.
Selezioniamo tutto l’atom esds, partendo da 4 byte prima del nome, fino a 4 byte prima di mdat, come indicato nella figura:

Questa stringa va copiata tra l’atom ftyp e l’atom esds, nella prima riga del file danneggiato. Ricordate sempre che l’atom inizia con i 4 byte sulle dimensioni, seguiti dai 4 byte del nome, quindi la stringa va incollata giusto 4 caratteri prima della stringa “esds”, come indicato in figura:

A questo punto siamo pronti per la fase finale, il salvataggio del video in una versione riproducibile.

3. Salvataggio

Per salvare il file in una versione riproducibile utilizzeremo MP4Creator, un software open source che permette di aprire il bytestream e salvarlo come filmato MP4 riproducibile.
Per prima cosa rinominiamo il file video danneggiato da .mp4 a .mp4v, altrimenti il software non riconosce l’estensione. Collochiamo MP4Creator e il video da riparare nella stessa directory, ed eseguiamo il seguente comando:

mp4creator --create=fdanneggiato.mp4v --rate=24 --verbose video.mp4

Sostituendo ovviamente fdanneggiato e rate con i parametri del nostro video. In realtà MP4Creator supporta l’opzione –variable-frame-rate, ma con me non ha funzionato, su nessuno dei due pc con cui ho provato.
Se tutto è andato a buon fine, il nuovo file video.mp4 dovrebbe essere visualizzabile correttamente da qualsiasi player video.

L’unico problema di questo sistema è che non riesce a recuperare l’audio dei filmati. Ripeto, non essendo un esperto di editing video non so di preciso a cosa sia dovuto il problema, ma sono quasi sicuro se si possa recuperare anche quello.

In conclusione, ho testato questo procedimento sia con un filmato la cui registrazione è stata bruscamente interrotta, sia con un filmato che era stato cancellato da un cellulare (Nokia N82) e in entrambi i casi sono riuscito a recuperare il video con successo.

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Nuova versione del servizio Esis UniNa

Finalmente è diventata operativa la nuova versione del sito Esis Unina, il servizio che fornisce le funzioni universitarie agli studenti della Federico Secondo di Napoli.

Se si prova ad accedere al vecchio indirizzo del sito, viene mostrato un messaggio che informa sull’esistenza della nuova versione, accessibile tramite questo indirizzo:
www.segrepass.unina.it


Già dalla prima schermata si nota, oltre alla grafica estremamente migliorata, il cambio del sistema di login. Prima infatti si poteva accedere al servizio solo tramite matricola e pin (con la matricola case sensitive che faceva differenza tra N123 e n123), ora è possibile utilizzare le varie combinazioni matricola/pin, codice fiscale/pin, username/password.

La prima enorme differenza rispetto alla prima versione che devo segnalare, è la perfetta fruibilità del sito con Firefox. Non ho ancora avuto il tempo di provare il servizio con altri browser, ma dato che l’accessibilità era proprio il primo problema del vecchio Esis, immagino (spero) che abbiano lavorato molto su questo aspetto. (Basti ricordare che la precedente versione si apriva in un pop-up e tutti i browser bloccano di default l’apertura di pop-up!)

Una rapida occhiata al codice HTML delle pagine mostra purtroppo che questo non rispetta gli standard del W3C (l’ente che si occupa dell’accessibilità e degli standard dei siti web), infatti prima della dichiarazione del doctype vi sono una ventina di caratteri “a capo” che non permettono la validazione del W3C Validator.

Una volta effettuato l’accesso è possibile notare la nuova struttura dei menù, che è davvero molto chiara e intuitiva.
Nel menù Dati Carriera sono disponibili una serie di funzioni di riepilogo sui dati universitari molto utili, come il riepilogo delle spese universitarie e quello sugli esami e sui crediti, che calcola automaticamente diversi tipi di media (aritmetica, ponderata, in trentesimi e in centodecimi).

Per quanto riguarda la prenotazione degli esami non posso ancora testarla, perché i miei professori non hanno ancora pubblicato le date d’esame sul sito, quindi non posso effettuare prenotazioni.
Da quanto c’è scritto, il sistema dovrebbe controllare automaticamente le propedeuticità degli esami permettendo di prenotare solo gli esami che è possibile sostenere.

Inoltre nel menù è presente una nuova voce: Certificati. Purtroppo non è possibile stampare dei veri e propri certificati tramite il proprio computer, infatti in questa sezione viene visualizzato il messaggio: “E’ possibile stampare i certificati che visualizzi in questa sezione solo dalle postazioni situate nelle aule multimediali.“. Non so se questa scelta sia stata fatta per motivi legali o altro, ma è comunque possibile stampare gli stessi documenti sottoforma di autocertificazioni.

Nel complesso, il servizio è stato notevolmente migliorato sotto molti aspetti. Prima del verdetto finale, però, dobbiamo aspettare la prossima sessione d’esami, quando i server verranno stressati dalle migliaia di richieste di prenotazione esame e ci sarà un’altissima probabilità di malfunzionamenti.

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Software Microsoft gratis per studenti universitari

Non tutti sanno che essere studenti universitari comporta molti sconti e privilegi, anche nel campo dell’informatica.

La Microsoft mette infatti a disposizione un servizio di download che ci permette di scaricare numerosi software in modo del tutto gratuito, con una licenza che ha limitazioni solamente in ambito commerciale.
In base al nostro corso di studi ci vengono messi a disposizione potenti strumenti di calcolo, di elaborazione grafica e testuale, database, sistemi operativi attuali, passati e futuri.

In questo articolo descriverò come effettuare il download per gli studenti di Ingegneria della Federico II di Napoli.

Per prima cosa, apriamo la seguente pagina:
https://msdn63.e-academy.com/elms/Security/Login.aspx?campus=cumsa_ing

Comparirà una schermata di login che ci chiederà un nome utente e una password. Non conoscendo alcuna password, clicchiamo sul link sotto la scritta “I’ve forgotten my password!” (oppure qui).
A questo punto ci chiederanno di inserire un nome utente. Il nome utente da inserire è la vostra email istituzionale. Se non l’avete ancora attivata, potete farlo utilizzando questo link.
L’email va inserita nella sua forma completa, che sarà qualcosa tipo: “iniziali.cognome@studenti.unina.it”

Cliccate su Submit e se avete inserito correttamente il vostro indirizzo, vi verrà mostrato un messaggio che vi conferma l’invio di una nuova password alla vostra email: “Your password has been sent to your email address. When you receive it, click Log In to proceed to the login page.“.

Ora dovete leggere la vostra casella di posta istituzionale per conoscere la password che vi è stata inviata.
Per leggere la posta aprite questo indirizzo e inserite come nome utente solo la prima parte della vostra e-mail, quindi senza il @studenti.unina.it.

Una volta nota la password, tornate al primo indirizzo ed eseguite il login utilizzando questa volta la vostra email completa.
Per prima cosa, vi consiglio di cambiare la password con una che ricordate più facilmente, cliccando su My Profile, nel menù a sinistra e poi su Change My Password.
Per ottenere la lista dei software che potete scaricare, cliccate su Software nel menù orizzontale, oppure qui. Cliccando sul menù Search by product  titles avrete un elenco di tutti i software che potete scaricare.
Noterete con piacere che è possibile scaricare anche Windows 7 Professional, oltre che a decine di software di ogni tipo!

Per scaricare un programma selezionatelo dalla lista e cliccate su Go. Vi verranno mostrati i dettagli sul programma, il tempo di download e il prezzo. Sotto la voce prezzo c’è ovviamente scritto Free!. Cliccate su Add To Cart, accettate le linee guida con I Agree e infine cliccate su Check Out.
Vi verranno riepilogati i dati sull’acquisto, il cui totale sarà 0,00 € EUR. Cliccate sul bottone in basso Next e sul link Download sotto la voce Item.
In questa pagina vi verrà mostrato, se richiesto, il numero di serie dell’applicazione, che potrebbe essere necessario per l’attivazione del software. Potrà essere successivamente recuperato tramite la voce My Software del menù a sinistra.
Cliccate infine sul pulsante Download per iniziare il download del programma.
Il downlaod non avviene direttamente tramite il vostro browser, ciò che scaricate è infatti un download manager (non richiede installazione) che si occupa di tutto il processo di download del software. Grazie a questo download manager potrete scaricare il vostro software anche in più sessioni: il download verrà interrotto e ripristinato senza problemi.

I software sono tutti scaricabili un numero illimitato di volte, ma quelli che richiedono un’attivazione, come ad esempio i sistemi operativi, possono essere installati su una sola macchina; come del resto accade quando li si acquista in modo tradizionale.

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Indovino a cosa stai pensando in 20 domande

Vorrei segnalare un simpaticissimo servizio che ho trovato online: 20Q.net.
I meno giovani lo conosceranno senz’altro, perché girava sottoforma di giochino digitale parecchi anni fa, ma le nuove generazioni ne rimarranno senz’altro affascinate.

Il funzionamento di 20Q.net è molto semplice: vi chiede di pensare ad un oggetto e vi sottopone ad una serie di domande riguardanti questo. In un massimo di trenta domande è molto probabile che il programma riesca ad indovinare l’oggetto a cui state pensando.

Impossibile?
Provate voi stessi, rimarrete increduli.
Il servizio è disponibile anche in italiano. Per provarlo, cliccate sul seguente link:

http://www.20q.net/

Come funziona?
Il principio di funzionamento è abbastanza semplice. Il programma si basa su un vastissimo database di oggetti, creato probabilmente grazie al contributo di diversi utenti, a cui sono associate una serie di caratteristiche principali: tipologia, materiale, colore, dimensioni, utilizzo che se ne fa…
In base alle domande che vengono fatte, esso utilizza una rete neurale che gli permette di individuare all’interno del database l’oggetto che soddisfa le risposte che avete fornito.
Nel caso in cui il programma dovesse riscontrare delle contraddizioni nelle vostre risposte, è comunque in grado di continuare nella ricerca dell’oggetto, escludendo i dati contraddittori.

Ecco un esempio: la parola da trovare è clessidra.

1.          È classificato come Altro.
2.          Si può trovare in un ufficio? A volte.
3.          È diritto? In dubbio.
4.          Si trova in una confezione? No.
5.          È duro? Sì.
6.          Vive nell’acqua? No.
7.          Contiene molta acqua? No.
8.          Ha dei pulsanti? No.
9.          È possibile fare dei giochi con questo? Sì.
10.          Ha quattro gambe? No.
11.          Implica contatto con altri esseri umani? No.
12.          Pesa più di mezzo chilo di burro? No.
13.          Si trova su una scrivania? Sì.
14.          È trasparente? Sì.
15.          È qualcosa che si porta con sé? No.
16.          Rotola? No.
Q17.  Sto indovinando che è una clessidra?

Non era molto difficile, ha indovinato in sole 17 domande.
Altre parole che è riuscito ad indovinare sono: plettro, acceleratore di particelle, uovo di pasqua, musica, niente e indovinello.

Come utilizzare Wolfram Alpha per l’esame di Analisi

Ho già parlato delle potenzialità di Wolfram Alpha in un precedente articolo, ciò che voglio fare ora è descriverne il suo funzionamento finalizzato all’esame più temuto al primo anno delle facoltà scientifiche: Analisi matematica.

Innanzitutto, è importante sapere che tutte le operazioni matematiche svolte da Wolfram Alpha, sono eseguite da Wolfram Mathematica, un software commerciale della Wolfram. La sintassi di Wolfram Alpha non è la stessa di Mathematica, ma essendo in grado di comprendere quasi ogni tipo di richiesta, spesso riesce ad interpretare anche la sintassi di Mathematica.

I comandi che utilizzo in questo articolo come input per Wolfram Alpha non sono gli unici comandi che si possono utilizzare per ottenere lo stesso risultato. Ad esempio, se voglio calcolare la somma di due numeri, posso scrivere “4+9“, “sum of 4 and 9“, “what is the sum of 4 and 9?” o ancora “can you tell me the sum of 4 and 9?“.
Se trovate dei comandi più intuitivi di queli che ho utilizzato io, ben venga :) .

Funzioni

La prima cosa che possiamo provare a fare con Wolfram Alpha è uno studio di funzione.
Consideriamo la funzione:

f(x)=\frac{\sqrt{1-x^2}}{3-x}

Inserendo l’espressione di questa funzione in Wolfram Alpha (link), il programma ci fornirà una serie di informazioni utili per lo studio della funzione:

  • Input: è la funzione che abbiamo appena inserito.
  • Plots: una serie di grafici caratteristici della funzione. Il primo per x da -4 a 6, il secondo per x da -40 a 40. Gli estremi dei grafici variano a seconda della funzione e sono generati in modo da permettere una visione di tutte le sue particolarità.
    Entrambi i grafici sono costituiti da una linea rossa e una linea blu. Se si considera la funzione definita solo in un sottoinsieme dei numeri reali, il dominio è x\in\left[-1,+1\right] a causa della radice, e il grafico è rappresentato dalla linea blu. Se però consideriamo la funzione in un sottoinsieme dei numeri complessi, la radice è definita sempre e l’unica limitazione del dominio è x\ne 3. La linea rossa rappresenta quindi la parte immaginaria della funzione e in x=3 è tracciata una linea verticale che ne costituisce un asintoto.
  • Alternate forms: una serie di espressioni alternative con le quali possiamo esprimere la nostra funzione. È molto utile ad esempio se la nostra funzione va considerata in un prodotto di funzioni e ci sono elementi che si possono semplificare.
  • Roots: sono le radici (o zeri) della funzione, ossia i valori delle x per i quali la funzione vale zero.
  • Series expansion at x = : è lo sviluppo in serie di Taylor della funzione, con punto di partenza in alcuni valori caratteristici della funzione come le radici, l’origine e all’infinito.
    Per calcolare lo sviluppo in serie di Taylor con un punto di partenza diverso, basta scrivere “f(x) series expansion in x=k“, dove f(x) è la nostra funzione e k il punto di partenza che ci interessa (link).
    Verrà inoltre effettuato un grafico di confronto tra la funzione e i suoi sviluppi in serie di primo e secondo ordine:
  • Derivative: è la derivata della funzione rispetto ad x.
  • Indefinite integral: è l’integrale indefinito della funzione, ossia una sua primitiva. Notare che tan^{-1} e sin^{-1} sono rispettivamente Arcotangente e Arcoseno, come è scritto in basso a destra.

Conoscere l’espressione della derivata e dell’integrale di una funzione è senza dubbio un’informazione notevole, per chi è alle prese con uno studio di funzione. Ma un’informazione ancora migliore sarebbe conoscere i passaggi da seguire per arrivare all’espressione di quella derivata o integrale. Ebbene, Wolfram Alpha ci fornisce persino questa informazione.
Cliccando infatti su Show steps verranno mostrati tutti i passaggi che bisogna seguire per risolvere quella derivata o quell’integrale.
Per l’integrale suggerisce infatti di effettuare prima una sostituzione trigonometrica, poi una seconda sostituzione e infine mostra il valore di ogni integrale che permette di arrivare alla soluzione finale (link).
(beh, sì, ho inventato una funzione che ha un integrale davvero particolarmente complesso!)

  • Global maximum/minimum: sono i punti di massimo e minimo assoluti della funzione, con i rispettivi valori.
  • Limit: sono dei limiti della funzione calcolati a -\infty e +\infty. Ovviamente viene considerata la parte immaginaria della funzione, dato che la parte reale è definita soltanto tra -1 e +1.
  • Series representations: un’altra rappresentazione in serie della funzione.
  • Property: nel caso in cui la funzione soddisfi particolari proprietà di simmetria o periodicità, queste verranno indicate sotto questa voce. Ad esempio, nel caso del seno, ci informa che questo è periodico di 2\pi (link).

Integrali e derivate

Abbiamo già visto come nello studio di funzione Wolfram Alpha sia in grado di calcolare, tra le varie cose, un integrale o una derivata.
Se però abbiamo bisogno di maggiori informazioni su un integrale o una derivata, basterà inserire come input “integrate f(x)“, oppure “derivate f(x)“, dove f(x) è la nostra funzione (link 1, link 2).

Come prima, dopo aver calcolato il valore della derivata o dell’integrale con tanto di passaggi intermedi, verranno riproposte una serie di informazioni relative allo studio di funzione, dove questa volta la funzione studiata è la derivata o l’integrale della funzione che stavamo studiando. E quindi: grafico, forme alternative, radici, sviluppi in serie, ecc…

Potrebbe essere necessario però calcolare il valore di un integrale definito.

\int_a^b f(x)dx

Basterà inserire come input “integrate f(x) from a to b“, dove a e b sono i nostri estremi di integrazione (link).
Verrà mostrato il valore numerico dell’integrale e una sua rappresentazione grafica.
Qualora il risultato dovesse essere espresso in forma decimale, è possibile mostrare quante cifre decimali si desidera cliccando su More digits.

Un’altra operazione interessante è quella di derivata parziale. Se abbiamo infatti una funzione definita in \mathbb{R}^2:

f(x,y)=\frac{3x^2-2xy+8xy^2}{\sqrt{y^2-x^2}}

Per avere la derivata rispetto ad x, basta scrivere “derivate f(x,y) in x” e quella rispetto ad y “derivate f(x,y) in y” (link).

Ancora una volta, con i relativi passaggi (Show steps).

Risoluzione di equazioni

Wolfram Alpha offre una quantità inimmaginabile di strumenti matematici. Uno dei più semplici e più utilizzati, è la risoluzione di equazioni.
Risolvere un’equazione è semplicissimo, basta digitare “solve eq(x)“, dove eq(x) è la nostra equazione (link).
Oltre alle soluzioni reali, verranno ovviamente fornite anche le soluzioni in campo complesso.

Per risolvere un sistema di equazioni, siano esse di qualsiasi tipo, basta scrivere le equazioni separate da una virgola.
Esempio: “solve x+3y=5, 4x-8y=0” (link).

Oltre alla risoluzione di equazioni tradizionali, Wolfram Alpha è in grado di risolvere molti altri tipi di equazioni, come ad esempio le equazioni differenziali. Per risolvere, ad esempio, questa equazione differenziale:

y(x)+3y'(x)=x^2

basta digitare “solve y(x)+3y’(x)=x^2” (link). Verrà restituito il tipo di equazione differenziale (nel nostro caso ordinaria lineare di primo ordine), l’insieme di funzioni che soddisfano l’equazione (se esiste), il grafico di una delle soluzioni con la relativa derivata, e un grafico dell’andamento di queste funzioni:

Le capacità di Wolfram Alpha non si fermano neanche davanti ad un’equazione differenziale non lineare di terzo ordine, come l’Equazione di Blasius:

2f^{'''}(\eta)+f(\eta)\cdot f^{''}(\eta)=0

Questa equzione non ha soluzioni analitiche, ma esclusivamente numeriche.
Wolfram Alpha non dà la soluzione numerica (forse sarebbe troppo!) ma ci fornisce comunque un grafico dell’andamento della funzione e delle sue derivate (link).

Per informazione, l’equazione può essere risolta comunque semplicemente utilizzando Wolfram Mathematica, con i tre seguenti comandi:

sol=NDSolve[{f'''[x]+0.5f[x]*f''[x]==0,f'[0]==0,f[0]==0,f'[50]==1},f,{x,0,10}]
b[x]=f[x]/.sol
Style[TableForm[{Table[x,{x,0.1,8,0.2}],Table[{Evaluate[f[x]/.sol]},{x,0.1,8,0.2}],Table[{Evaluate[f'[x]/.sol]},{x,0.1,8,0.2}],Table[{Evaluate[f''[x]/.sol]},{x,0.1,8,0.2}]},TableDirections->Row,TableHeadings->{{"n", "f", "f'", "f''"},None}],12]

Successioni e serie numeriche

Per quanto riguarda successioni e serie numeriche, l’informazione che generalmente interessa lo studente di Analisi è la convergenza.

– Per le successioni, basta calcolare un limite. Il comando per risolvere un limite è “limit f(n) n to k“, dove f(n) è la successione, k è il valore a cui fate tendere n (per infinito, è infinity).
Ad esempio, per la successione:

f(n)=\frac{n}{n+1}

basta digitare “limit n/(n+1) n to infinity” (link).

– Per le serie numeriche il comando è “sum f(n) n to infinity“. Ad esempio per:

\sum_{n=1}^{\infty} \frac{1}{n^2+1}

basta digitare “sum 1/(n^2+1)” (link).
Anche qui, come per integrali e derivate, le informazioni fornite sono molto interessanti:

  • Infinite/approximate sum: il valore della sommatoria in forma analitica (se esiste) e decimale.
  • Finite sum approximation: è una stima della somma per valori di n finiti. (il suo valore non indica che la serie converge!)
  • Convergence tests: questa voce è molto interessante, perché ci informa di quali criteri di convergenza sono stati applicati, e quali di questi sono soddisfatti.
  • Partial sums: è un grafico delle somme parziali che mette in mostra l’andamento della serie.
  • Partial sum formula: è un’espressione per le somme parziali.

Infine, ecco il link del portentoso strumento:
http://www.wolframalpha.com

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