Spesso si sente parlare di temperature in Kelvin o gradi Kelvin indistintamente, al punto che un mio professore universitario li chiama “gradi” ma li indica con il simbolo K, domandandosi perché non si utlizzi il tipico simbolo del grado (°), come per i gradi Celsius.
Non tutti sanno infatti che le temperature della scala assoluta, fino al 1967, anno in cui si svolse la tredicesima Conferenza generale dei pesi e delle misure, erano indicate con i gradi Kelvin, il cui simbolo era proprio °K. Fu durante questa conferenza che infatti si decise di fare chiarezza tra le scale della temperatura, lasciando la definizione di “grado” soltanto per le scale relative, ossia quella Celsius (°C) e Fahrenheit (°F), modificando il nome della scala assoluta in Kelvin, il cui simbolo divenne semplicemente K.
Una modifica di questo tipo fu subita anche dalla scala Celsius: essendo infatti stata definita in base a due punti di riferimento, congelamento ed ebollizione dell’acqua, distanti 100 gradi, fu chiamata per un certo periodo di tempo centigrada.
Solo nel 1948, durante la nona Conferenza generale dei pesi e delle misure, si adottò il nome del suo inventore Celsius per evitare di creare confusione con il significato del prefisso centi-.

Ottimo riferimento.
Unica cosa da aggiungere è che la Conferenza generale dei pesi e delle misure del 1967, oltre a stabilire che i kelvin non sono gradi, aveva anche stabilito che andavano scritti in minuscolo: kelvin (come volt, ampere, ecc.). Il simbolo invece è maiuscolo: K (come V, A, ecc.)
Grazie, ciao.