Archivio categoria: Scienza

Scitoys, giocattoli scientifici fatti in casa

Molte delle persone che conosco a cui non piacciono le materie scientifiche, reputano queste noiose.
Il motivo credo sia principalmente quello di non avere la possibilità di osservare nella realtà ciò che si studia sui libri; infatti è difficilissimo immaginare fenomeni fisici, anche abbastanza semplici, se non li si osserva nella realtà. Il progresso scientifico è infatti nato dall’osservazione del fenomeno e cercare di comprendere dei concetti limitandosi alla sola lettura dei testi può risultare, appunto, noioso.

In genere le scuole sono dotate di laboratori di fisica, chimica e biologia, ma il più delle volte vengono utilizzati appena un paio di volte l’anno, che non è affatto sufficiente. Un sito che voglio segnalare, davvero molto interessante, è una valida alternativa alle lacune della scuola in questo ambito: Science Toys.
Traduco letteralmente la descrizione dal sito: “Come creare giocattoli in casa, spesso in pochi minuti, con comunissimi materiali domestici, che dimostrano affascinanti principi scientifici.”. In pratica, ciò che non si ha il tempo di fare a scuola.

Non lasciatevi ingannare dal termine «giocattoli», perché anche se il sito è fatto con l’intenzione di insegnare alcuni principi fisici ai bambini, ci si diverte a qualsiasi età, garantito. 😉

Il sito è suddiviso in dieci categorie: magnetismo, elettromagnetismo, elettrochimica, radio, termodinamica, aerodinamica, ottica, biologia, matematica, computer ed elettronica. In ognuna di queste ci sono una serie di esperimenti che è possibile fare tranquillamente in casa.

Alcuni esperimenti che mi hanno particolarmente affascinato, e che voglio segnalare, sono:

…e tanto altro ancora!

Tutti gli esperimenti sono puramente qualitativi e al termine di ognuno di essi vi è la spiegazione dei principi fisici grazie ai quali sono possibili: “How does it do that?

Per alcuni esperimenti, come ad esempio quelli di elettronica, sono richiesti componenti che magari non è facile trovare in ogni casa. Fortunatamente, il sito ha a disposizione un catalogo nel quale sono presenti tutti i kit per gli esperimenti effettuati, e spediscono in tutto il mondo.
Io non ho mai usufruito di questo servizio, ma a qualcuno potrebbe essere utile.

In definitiva, se come me siete degli amanti degli esperimenti e del DIY, questo è un sito che certamente non potete non conoscere!

http://scitoys.com/


Kelvin o gradi Kelvin?

lord kelvinSpesso si sente parlare di temperature in Kelvin o gradi Kelvin indistintamente, al punto che un mio professore universitario li chiama “gradi” ma li indica con il simbolo K, domandandosi perché non si utlizzi il tipico simbolo del grado (°), come per i gradi Celsius.
Non tutti sanno infatti che le temperature della scala assoluta, fino al 1967, anno in cui si svolse la tredicesima Conferenza generale dei pesi e delle misure, erano indicate con i gradi Kelvin, il cui simbolo era proprio °K. Fu durante questa conferenza che infatti si decise di fare chiarezza tra le scale della temperatura, lasciando la definizione di “grado” soltanto per le scale relative, ossia quella Celsius (°C) e Fahrenheit (°F), modificando il nome della scala assoluta in Kelvin, il cui simbolo divenne semplicemente K.

Una modifica di questo tipo fu subita anche dalla scala Celsius: essendo infatti stata definita in base a due punti di riferimento, congelamento ed ebollizione dell’acqua, distanti 100 gradi, fu chiamata per un certo periodo di tempo centigrada.
Solo nel 1948, durante la nona Conferenza generale dei pesi e delle misure, si adottò il nome del suo inventore Celsius per evitare di creare confusione con il significato del prefisso centi-.


L’ultima domanda

universoEcco uno dei racconti più belli di Isaac Asimov.

Trama (da Wikipedia):

La storia narra dell’evoluzione di un computer chiamato Multivac e del suo rapporto con l’umanità, spiegato attraverso sette diverse ambientazioni storico-temporali. La prima si svolge nell’anno 2061. In ognuna delle prime sei ambientazioni uno dei personaggi pone al computer una domanda, cioè come si possa affrontare la minaccia alla sopravvivenza umana a causa della morte termica dell’universo. Così come gli stessi personaggi della storia riconoscono, la domanda è equivalente a dire: “Può la seconda legge della termodinamica essere invertita?”. Ogni volta il computer si trova nell’impossibilità di rispondere, affermando di avere “dati insufficienti per una risposta significativa”

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WolframAlpha, Motore di Conoscenza

wolfÈ stato da poco aperto al pubblico il nuovo Computational knowledge engine WolframAlpha.

Prima che fosse mostrato al pubblico, se ne è discusso molto perché si pensava che questo motore di ricerca potesse incutere timore al Motore di Ricerca, Google. Ma adesso che è stato finalmente svelato (e ci si è resi conto che non è un motore di ricerca), le voci si sono rapidamente dissolte, nonostante WolframAlpha sia uno strumento dalle enormi potenzialità.

Innanzitutto, cerchiamo di capire cos’è WolframAlpha.
Tradotto letteralmente, è un motore computazionale di conoscenza: fornendogli in input una richiesta sottoforma di testo, WolframAlpha cercherà di interpretarla distinguendo comandi e parametri.
Non essendo un motore di ricerca, WolframAlpha non restituirà una serie di link, ma una serie di informazioni relative all’interpretazione dell’input che abbiamo fornito.

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Heylà, c’è nessuno?

Qual è la prima immagine che vi viene in mente se vi si chiede di pensare ad un alieno? Molto probabilmente è qualcosa di simile all’immagine qui accanto. È infatti opinione comune pensare ad un “alieno” come un essere dalla pelle liscia, di colore grigio o verde, dalla testa grande e deformata, con occhi scuri molto grandi, naso piccolo e bocca piccola.

Stranamente, anche tutti gli avvistamenti di alieni, o i presunti rapimenti da parte di questi, forniscono un’immagine che coincide quasi sempre con lo stesso stereotipo. È appunto di setereotipo che si parla, oppure gli alieni sono davvero «fatti così»?

Uno studio effettuato dallo psicologo Frederick Malmstrom, rivela che l’immagine stereotipata dell’alieno deriva da una figura a noi molto familiare che risale addirittura ai primi mesi della nostra infanzia!

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-6 al Big Bang

Tra 6 giorni l’umanità farà un grande passo avanti, verso la conoscenza dell’universo, della materia e delle forze che vi coesistono: verrà messo in funzione per la prima volta in assoluto l’acceleratore di particelle più grande al mondo, il Large Hadron Collider (LHC).

Per renderci conto delle dimensioni di questo colossale strumento, costruito presso il CERN di Ginevra, basta pensare che ha una circonferenza di 27 Km ed è stato costruito utilizzando più di 1200 magneti superconduttori, ognuno lungo 15 metri e pesante 32 tonnellate, alimentato da 12mila ampére, che permettono la curvatura di un fascio di protoni all’interno del tunnel, il tutto quasi senza attrito grazie ad un sistema criogenico che mantiene l’intera struttura alla temperatura di 1,7 K (-271,25°C), temperatura prossima allo Zero Assoluto. Il tutto costruito 100 m sotto terra.

Questo sofisticatissimo acceleratore verrà utilizzato per la prima volta il 10 Settembre e permetterà di ricreare al suo interno le condizioni immedietamente successive al Big Bang, che ha dato origine al nostro universo.

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