PyFoil 1.2

Ecco la nuova versione della mia applicazione PyFoil, sviluppata in Python per Symbian S60.

Purtroppo a causa della mancanza di tempo non sono riuscito a completarla e sono presenti alcuni bug che segnalo stesso in questa pagina:

  • I dati sulla pressione e la temperatura nella stratosfera non vengono calcolati correttamente
  • Il calcolo del centro aerodinamico dell’ala non è corretto in caso di angolo di freccia
  • Il calcolo del coefficiente di momento non è corretto
  • È possibile settare i dati del piano di coda orizzontale, ma questi non vengono ancora utilizzati per fare calcoli

L’applicazione è comunque in grado di calcolare svariati parametri geometrici e aerodinamici sull’ala, impostandone caratteristiche alla radice e all’estremità.

Segue il codice del programma.
(continua…)

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Proiettili a rallentatore

In questo video è possibile vedere cosa succede a dei proiettili di diverso tipo quando si schiantano contro particolari superfici come ferro, ghiaccio, carta, acqua e vetro.

È incredibile notare come l’elevatissima energia cinetica dei proiettili si trasformi in energia interna a causa dell’urto, portando la temperatura del proiettile fino a quella di fusione.

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Pain of Salvation – Iter Impius

Mars500, 520 giorni di isolamento

Mars500, è questo il nome dell’esperimento organizzato dall’ESA e l’IMBP che si sta svolgendo a Mosca da qualche settimana per simulare una missione spaziale con equipaggio umano su Marte.

L’esperimento durerà 520 giorni, di cui: 250 giorni per «arrivare» su Marte, 30 giorni per esplorare la superficie del pianeta e 240 giorni per il «rientro» sulla Terra.
L’equipaggio è composto da sei uomini:

  • Diego Urbina, italo-colombiano, 26 anni
  • Romain Charles, francese, 31 anni
  • Alexey Sitev, russo, 38 anni
  • Sukhrob Kamolov, russo, 37 anni
  • Alexandr Smoleevskiy, russo, 32 anni
  • Wang Yue, cinese, 27 anni

La simulazione avverrà interamente in una costruzione di 550 m³ di volume, isolata ermeticamente e divisa in moduli: il modulo medico, il modulo abitativo, il simulatore di atterraggio su Marte e il deposito, contenente frigorifero, palestra, sauna e giardino per gli esperimenti.

Durante tutta la simulazione l’equipaggio sarà costretto al totale isolamento. Durante il primo e l’ultimo mese della missione potranno comunicare con la Terra a voce, ma durante tutto il resto della missione potranno farlo esclusivamente tramite messaggi di testo, i quali arriveranno a destinazione con un ritardo anche superiore ai venti minuti!

L’esperimento sarà supervisionato dall’esterno mediante delle webcam disposte all’interno dei moduli e tutti i parametri medici, psicologici e fisici degli astronauti saranno costantemente monitorati e registrati.

Lo scopo di questo esperimento è quello di conoscere l’impatto fisico e soprattutto psicologico che gli astronauti subiranno durante un periodo così lungo di isolamento. In base all’esito di questa simulazione si deciderà se è possibile una reale missione con equipaggio umano su Marte. Tutti gli altri obiettivi scientifici che sono stati posti per Mars500 sono consultabili presso questo indirizzo.

Durante l’esperimento l’equipaggio sarà costretto a vivere come gli astronauti della Stazione Spaziale Internazionale: esercizi di ginnastica tutti i giorni per almeno un’ora al giorno, pranzi a base di cibo liofilizzato e possibili guasti simulati durante il viaggio.
Tempo fa sono già stati fatti esperimenti del genere, con simulazioni di 14 giorni nel 2007 e 105 giorni nel 2009. Questa però è la prima volta che viene simulata una missione su Marte full-lenght.

Per conoscere i vari sviluppi della missione è possibile seguire il canale su YouTube di ESA, sul quale verrà pubblicato un vero e proprio video diario. Nel seguente video, il primo pubblicato, Diego Urbina ci mostra dall’interno il luogo nel quale vivrà per i prossimi 17 mesi.

Senza dubbio questo esperimento è di grandissima importanza, perché sarebbe impensabile spedire un equipaggio umano in isolamento per quasi due anni nello spazio senza neanche conoscerne le conseguenze.

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Tracce dell’Esame di Stato 2010

Ecco le tracce dell’Esame di Stato di quest’anno.

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Semplice esempio di riduzione del rumore

Se in questi giorni vi è capitato di vedere una partita dei mondiali di calcio in Sudafrica, avrete senz’altro fatto caso all’insopportabile rumore delle vuvuzela.

In questo articolo voglio mostrare come sia possibile eliminare un rumore sfruttando le caratteristiche fisiche del suono stesso. Il suono è una “vibrazione prodotta da un corpo in rapida e regolare oscillazione, che si propaga nell’aria o in altri mezzi elastici producendo una sensazione uditiva”, questa vibrazione si propaga sottoforma di disturbi di pressione consecutivi che assumono le caratteristiche di onde longitudinali.

Asse delle ascisse: tempo; asse delle ordinate: ampiezza dell'onda

Nell’immagine è rappresentato l’andamento della variazione pressione dovuta all’onda, prodotta da un suono a frequenza costante.

L’eliminazione del rumore si basa sul principio di sovrapposizione delle onde, secondo il quale due onde che si incontrano danno vita a un’onda la cui ampiezza è la somma delle due. Il concetto è chiaramente rappresentato nella seguente animazione:

In base a questo principio, se le due onde sono perfettamente identiche ma hanno ampiezza opposta, queste si annullano. Perciò, per eliminare un rumore, è sufficiente generare un «antirumore» che si annichilisca con il fastidioso suono. I due suoni, rumore e antirumore, devono provenire dalla stessa sorgente, in modo che tutti i disturbi di pressione possano essere eliminati.

Vediamo un semplicissimo esempio di eliminazione di un rumore utilizzando il software opensource Audacity, disponibile sia per sistemi Windows che GNU/Linux.
Apriamo Audacity e creiamo un nuovo suono da Generate -> Tone, impostiamo una frequenza di 1000 Hz per poterlo udire e lasciamo inalterati gli altri parametri. Creiamo una nuova traccia audio tramite Project -> New Audio Track e generiamo un altro suono utilizzando gli stessi parametri del primo. A questo punto, tramite lo strumento Zoom, andiamo a ingrandire le due tracce audio sino a poterne distinguere la forma dell’onda. Selezioniamo interamente una delle due tracce con Edit -> Select -> Cursor to End e clicchiamo sull’icona del Time Shift Tool. Tramite questo strumento è possibile spostare la traccia audio, quindi spostiamo la traccia selezionata fino a far coincidere esattamente la cresta di un’onda con la gola dell’altra, come nell’immagine:

Infine, spostate il bilanciamento di una traccia tutto a sinistra (L) e quello dell’altra tutto a destra (R).

A questo punto, collegate due casse uguali al vostro computer e disponetele una accanto all’altra. Riproducete il suono appena creato e posizionatevi davanti alle due casse: finché vi trovate in questa posizione il suono sarà praticamente impercettibile, se vi spostate più a destra o più a sinistra riuscirete invece a sentirlo.
L’effetto è mostrato anche in questo video girato da me:

Nel video purtroppo non sono riuscito a trovare il punto preciso in cui i due suoni che arrivano al microfono si annullano, perché l’ho girato con il cellulare e non avevo la possibilità di ascoltare il suono registrato durante la ripresa. È comunque possibile notare come varia l’intensità del suono semplicemente cambiando la posizione delle casse.

Il file audio utilizzato è scaricabile tramite il seguente link:
- Rumore.wav -

In questo esempio il rumore eliminato è un semplice suono a frequenza costante, ma ci consente di capire il principio su cui si basano sistemi molto più complessi di eliminazione del rumore, che invece di basarsi su suoni preregistrati analizzano il rumore identificandolo in base a determinati parametri e generano un suono uguale dall’ampiezza opposta, che annulla il rumore.

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A time lapse journey through Japan

Se avete una buona connessione, consiglio vivamente di vederlo in HD e a schermo intero.

Avvertenza: può indurre una condizione di deliquio.

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Guida al progressive metal

Ormai è passato molto tempo da quando ho iniziato ad ascoltare progressive metal e mi sento di scrivere questo articolo, che vuole essere una sorta di guida per chi è stanco di ascoltare la solita musica commerciale da radio e ha voglia di sperimentare nuove sonorità. Ma anche per coloro che sono semplicemente curiosi di capire un genere di cui non si parla affatto in tv e radio, ma che in realtà è ampiamente diffuso nel panorama musicale.

Un genere musicale nasce dall’esigenza di classificare delle band che non rientrano negli schemi di un’epoca, e quando si parla di progressive metal, la prima band che viene in mente sono senza dubbio i Dream Theater. Dire però che i Dream Theater rappresentino il progressive metal, è un po’ come affermare che Bach rappresenta la musica classica.
I Dream Theater sono senz’altro tra le band prog più conosciute, ma non sono certamente sufficienti a rappresentare un genere così vasto e particolare come il progressive metal.

La parola «metal» fa subito scattare in molte persone una serie di pregiudizi che probabilmente derivano dall’associazione del genere metal al sottogenere heavy metal, che ha ben poco a che fare con il prog. Infatti quando si parla di metal, i primi nomi che possono venire in mente a chi non ascolta il genere sono Iron Maiden, Metallica, Black Sabbath e simili, ma queste band hanno ben poco a che fare con il progressive metal. Vediamo grossomodo quali sono le caratteristiche che contraddistinguono il progressive metal.

Gli strumenti

Il prog è stato il primo genere metal a fare largo uso delle tastiere, che permettono di richiamare atmosfere tipiche del jazz e del blues, in genere assenti nel metal. Un esempio lampante è il progetto musicale Liquid Tension Experiment. Le tastiere vengono inoltre spesso associate a dei sintetizzatori, che introducono delle particolarissime sonorità all’interno del genere. Un compositore che fa largo utilizzo di sintetizzatori nei suoi brani è Arjen Lucassen, di cui spesso ho parlato in articoli precedenti.
Oltre alle immancabili chitarre, basso e batteria, spesso il prog fa utilizzo di strumenti atipici per il metal, come viola, violino, flauto, sassofono, pianoforte, clavicembalo, mandolino…
Un ottimo esempio di come il sassofono possa abbracciare il progerssive metal ci è fornito da Ihsahn, che nel suo album After ci delizia con dei fantastici assoli a opera di Jørgen Munkeby.

Tecnica e voce

Il progressive metal è un genere basato sulla sperimentazione. Sperimentazione di nuove sonorità, nuovi tempi, nuovi strumenti, nuove tecniche compositive.

Una delle caratteristiche di alcuni brani prog, è la complessità dei tempi. Le radio e la musica commerciale abituano l’orecchio a tempi molto semplici, come 2/4 e 4/4. Nel progressive metal, essendo appunto un genere sperimentale, si fa spesso utilizzo di tempi molto più complessi e difficili da seguire ma che nel complesso risultano molto più interessanti da ascoltare.

Per quanto riguarda la voce, il growl è uno degli aspetti del metal che è più difficile apprezzare, quando si è agli esordi. Generalmente è anche difficile da trovare nel progressive metal, essendo più caratteristico di generi come il death e il black metal, ma nonostante ciò c’è una band che è riuscita a fondere perfettamente il death metal con il progressive metal, facendo largo utilizzo del growl: gli Opeth. In particolare il cantante degli Opeth Mikael Åkerfeldt, è famoso per cantare sia le parti «lisce» che quelle in growl, ed è considerato una delle migliori voci growl.
Gli Opeth sono probabilmente la band ideale per chi vuole «imparare» ad ascoltare growl, essendo perfettamente miscelato con quello che può essere chiamato progressive death metal.

Un’altra caratteristica che contraddistingue il prog è la lunghezza degli assoli: assoli di chitarra, tastiera, sassofono, batteria e di ogni altro strumento, si presentano nella maggior parte dei brani. Anche gli assoli, come il growl, non sono facili da ascoltare le prime volte; addirittura potrebbero risultare troppo lunghi e noiosi se li si ascolta troppo superficialmente. Il prog è un genere abbastanza complesso che va ascoltato con attenzione, proprio come la musica classica! Infatti il paragone tra musica classica e progessive metal viene fatto spesso, proprio per i molti aspetti che hanno in comune; molte persone che ascoltano prog, spesso ascoltano anche musica classica.

I concept

I concept album, ossia gli album sviluppati su una trama o una storia ben precisa, non sono certo una prerogativa del progressive metal, ma le band prog che ne fanno uso sono davvero innumerevoli.
Tra gli esempi più noti vi sono senza dubbio gli Ayreon, il cui progetto musicale è interamente basato su una travolgente saga fantascientifica, di cui ogni album costituisce un elemento; i Pain of Salvation che pubblicano prevalentemente concept album, trattando temi che vanno dall’esistenziale-filosofico a questioni più concrete come la sessualità.
Gli stessi Dream Theater hanno pubblicato un concept, Metropolis Pt. 2: Scenes from a Memory, in cui viene narrata in modo teatrale l’intrigante storia di Nicholas e Victoria.

I concept album vanno generalmente ascoltati con il libretto originale, o almeno seguendo una trascrizione dei testi, sia per evitare di distrarsi mentre si ascolta, sia per poter seguire appieno la storia, dato che spesso i vari personaggi sono interpretati sempre dalla stessa voce.
Secondo il mio modesto parere, i concept album riescono a far provare delle emozioni che un normale album non è in grado di dare.

Come iniziare?

Da che punto bisogna partire per iniziare ad ascoltare progressive metal? La risposta a questa domanda credo sia molto suscettibile, dato che ogni persona dovrà scegliere un suo percorso preciso da seguire, in base ai propri gusti musicali. Ciò che posso sicuramente consigliare è di partire da album meno tecnici e più melodici, magari più semplici da ascoltare. Alcuni esempi sono: The Human Equation degli Ayreon, Metropolis Pt. 2: Scenes from a Memory dei Dream Theater, Remedy Lane dei Pain of Salvation, Emergent dei Gordian Knot, A Murder of Crows dei Dead Soul Tribe, e la lista potrebbe continuare ancora a lungo…

Un’altra band che consiglio fortemente a chi vuole iniziare ad ascoltare prog, sono i Pink Floyd. Anche se non è metal, è pur sempre progressive rock, che in un certo senso è la culla del progressive metal. Sono molte le band che richiamano sonorità nate con i Pink Floyd, i quali possono essere considerati come un’avanguardia del prog. Album fortemente consigliati sono The Dark Side of the Moon e Wish You Were Here

Attenzione! Un modo che suggerisco fortemente di adottare per ascoltare progressive metal è quello di riprodurre album interi, e non singole canzoni scaricate illegalmente o da YouTube, dato che ogni brano è spesso una parte costituente di un’opera più grande che può essere apprezzata solo se ascoltata nella sua interezza. Quindi, per quanto possa essere bello un brano preso singolarmente, è molto meglio ascoltarlo assieme agli altri brani dello stesso album.
Spesso inoltre è importante poter osservare la copertina che, come in un libro, completa anche emotivamente l’album grazie alle immagini rappresentate.

Strumenti utili

Per terminare questo articolo vorrei segnalare un paio di siti web che possono essere utili per la ricerca di nuovi album e nuove band:

  • Metalstorm: è una community creata attorno ad un database abbastanza completo di musica metal. È molto utile per scoprire gli album più apprezzati dagli utenti, che possono votare artisti e album. Sono inoltre disponibili delle classifiche sui migliori album, filtrabili per genere musicale e anno di produzione.
  • Encyclopaedia Metallum: è il database di musica metal più ampio che conosca. È possibile mostrare l’elenco di tutte le band progressive metal contenute nel database, sono qualche migliaio!
  • Wikipedia: anche se può sembrare scontato, Wikipedia IT è davvero ben fornita di voci riguardanti band musicali. Spesso è in grado di fornirci informazioni anche molto interessanti che in genere è difficile trovare in giro.