Criteri di normalità

Ecco quelli riconosciuti dal “Manuale di Psicopatologia Generale” di Colombo G.

- normalità in quanto salute, opposta a malattia;

- normalità in quanto media statistica;

- normalità in quanto ideale, utopia da realizzare a cui avvicinarsi;

- normalità in quanto processo dinamico, capacità di tornare ad un certo equilibrio.

Confusione? Cerchiamo di schiarire le idee su cos’è allora la patologia ( “Psicologia clinica” di Hansell J. e Damour L. )

- ricerca di aiuto ( rientrano in questa categoria anche le persone sotto una naturale condizione di stress );

- irrazionalità/pericolosità ( ma l’innamoramento non è irrazionale? );

- devianza ( Einstein, Gandhi, Shakespeare, Micheal Jordan… );

- distress emozionale  ( ci sono disturbi di personalità, antisociale per esempio, in cui raramente si riporta distress emozionale e poi ci sono comportamenti naturali, come l’elaborazione del lutto, che rientrano in questa categoria );

- danno significativo ( diversi danni alle funzioni psicologiche sono causati da lesioni o traumi fisici e non psichici ).

Mezza provocazione: non sarebbe più etimologicamente corretto l’uso della parola “natura” dell’abuso di “normale”?

2 commenti

  1. Ale152 scrive:

    La “ricerca di aiuto” è una patologia? In che senso?

  2. none scrive:

    nel senso di…”aiutooooooooooo…sto maleeeeeeeee”
    “sei malato”
    la critica parte dal presupposto che ci sono stati, come quelli dello stress, in un la ricerca di aiuto non è assolutamente patologica, anzi, può essere funzionale.

Lascia un commento